sabato 29 agosto 2015

"A che pagina della storia, a che limite della sofferenza -
mi chiedo bruscamente, mi chiedo
di quel suo ancora un poco
e di nuovo mi vedrete detto mite, detto terribilmente

e lui forse è là, fermo nel nocciolo dei tempi,
là nel suo esercito di poveri
acquartierato nel protervo campo
in variabili uniformi: uno e incalcolabile
come il numero delle cellule. Delle cellule e delle rondini".

[Mario Luzi, A che pagina della storia da Al fuoco della controversia]

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