venerdì 23 ottobre 2015

"Confine, diceva il cartello.
Cercai la dogana. Non c’era.
Non vidi, dietro il cancello,
ombra di terra straniera".

[Giorgio Caproni, Falsa indicazione da Il muro della terra]



lunedì 19 ottobre 2015

"Al cader delle foglie alla massaia
non piange il vecchio cuor, come a noi grami,
ché d'arguti galletti han piena l'aia; 
e spessi, nella luce del mattino,
delle utili galline ode i richiami;
zeppo il granaio, il vin canta nel tino,
cantano a sera intorno a lei stornelli,
le fiorenti ragazze, occhi pensosi,
mentre il grano turco sfogliano; i monelli
ruzzano nei cartocci strepitosi".

[Giovanni Pascoli, Autunno]

sabato 17 ottobre 2015


"C'era una volta un lago, e uno scolaro
un po' somaro, un po' mago,
con un piccolo apostrofo
lo trasformò in un ago.
"Oh, guarda, guarda -
la gente diceva
- l'ago di Garda!"
"Un ago importante:
è segnato perfino sull'atlante".
"Dicono che è pescoso.
Il fatto è misterioso:
dove staranno i pesci, nella cruna?"
"E dove si specchierà la luna?"
"Sulla punta si pungerà,
si farà male..."
"Ho letto che ci naviga un battello".
"Sarà piuttosto un ditale".
Da tante critiche punto sul vivo
mago distratto cancellò l'errore,
ma lo fece con tanta furia
che per colmo d'ingiuria,
si rovesciò l'inchiostro
formando un lago nero e senza apostrofo"

[Gianni Rodari, L'ago di Garda]



giovedì 15 ottobre 2015

Diceva mamma non buttare il pane,
chè tanti non ne hanno e non sta bene,
mangialo tutto oppure ti rimane,
e poi devi riusarlo l’indomani.
Se vuoi puoi far polpette o polpettine,
pan grattugiato, zuppa di fagioli,
puoi darlo al cane o alle tue galline,
nel latte a zuppa per i tuoi figlioli.
E se proprio lo butti, dagli un bacio,
che l’accompagni nella spazzatura
perché pane non è un artificio
ma la cosa più buona e che più dura”

[Adele Libero, Filastrocca del pane]




mercoledì 7 ottobre 2015


   "ἡμεῖς δ', οἷά τε φύλλα φύει πολυάνθεμος ὥρη
ἔαρος, ὅτ' αἶψ' αὐγῆις αὔξεται ἠελίου,
τοῖς ἴκελοι πήχυιον ἐπὶ χρόνον ἄνθεσιν ἥβης
τερπόμεθα, πρὸς θεῶν εἰδότες οὔτε κακὸν
οὔτ' ἀγαθόν· Κῆρες δὲ παρεστήκασι μέλαιναι,
ἡ μὲν ἔχουσα τέλος γήραος ἀργαλέου,
ἡ δ' ἑτέρη θανάτοιο· μίνυνθα δὲ γίνεται ἥβης
καρπός, ὅσον τ' ἐπὶ γῆν κίδναται ἠέλιος.
αὐτὰρ ἐπὴν δὴ τοῦτο τέλος παραμείψεται ὥρης,
αὐτίκα δὴ τεθνάναι βέλτιον ἢ βίοτος·
πολλὰ γὰρ ἐν θυμῶι κακὰ γίνεται· ἄλλοτε οἶκος
τρυχοῦται, πενίης δ' ἔργ' ὀδυνηρὰ πέλει·
ἄλλος δ' αὖ παίδων ἐπιδεύεται, ὧν τε μάλιστα
ἱμείρων κατὰ γῆς ἔρχεται εἰς Ἀΐδην·
ἄλλος νοῦσον ἔχει θυμοφθόρον· οὐδέ τίς ἐστιν
ἀνθρώπων ὧι Ζεὺς μὴ κακὰ πολλὰ διδοῖ"





"Siamo come le foglie nate alla stagione florida
- crescono così rapide nel sole -
 godiamo per un gramo tempo i fiori dell’età, dagli dei non sapendo il bene, il male. Rigide, accanto, stanno due parvenze brune: l’una ha un destino di vecchiezza atroce, l’altra di morte. E il frutto di giovinezza è un attimo, quanto dilaga sulla terra il sole. Ma come varca la stagione il suo confine, allora essere morti è meglio che la vita: il cuore sperimenta tanti guai; la casa a volte si strugge e viene la miseria amara; uno è privo di figli: li desidera, e scende nell’aldilà con quell’accoramento; un altro ha un morbo che lo strema. Non c’è uomo che da Zeus non riceva guai su guai"
 
[Mimnermo, Frammenti]
 

martedì 6 ottobre 2015

"Una parola muore
quando è detta
Dice qualcuno -
Io dico che proprio
Quel giorno
Comincia a vivere"

[Emily Dickinson, Una parola muore quando è detta]

lunedì 5 ottobre 2015

"Non è vero che va tutto male, non è vero che sarà ancora peggio, ma è vero quello che ognuno sente dentro. È insicurezza? È paura? Se è così, rendiamoci conto che non sono emozioni nostre, ma il riflesso di ciò che respiriamo ovunque volgiamo occhi e orecchi.

Non voglio parlare delle ragioni di questo fenomeno, ma piuttosto sul cosa fare in risposta. E perché.
Inizio dal perché citando le parole pronunciate alla Conferenza delle Nazioni Unite il 21 giugno 2012 dal Presidente dell’Uruguay, Josè Mujica: “Veniamo alla luce per essere felici. Perché la vita è corta e se ne va rapidamente. E nessun bene vale come la vita“.
Nasciamo per l’abbondanza, per la gioia, per l’amore e se queste parole stridono con la nostra situazione, non è perché non siano vere, ma perché è successo qualcosa che ci ha fatto smarrire l’obiettivo; è come se fossimo partiti per raggiungere un luogo ben preciso e, sulla strada, deviazioni, incidenti, guasti al motore, ci avessero portati così lontani da farci dimenticare la meta prefissata.
Cosa fare per ritrovare la via? C’è una strada diversa per ognuno di noi, ma un fattore che ci accomuna esiste ed è la nostra passione, l’obiettivo, il desiderio, il sogno.
Qual è il nostro sogno? Ognuno di noi ne ha uno e se non riusciamo a recuperarlo nei recessi della memoria, è solo perché è stato sepolto dai condizionamenti subiti. Quel sogno ci accompagna fin da bambini, ha cominciato a formarsi quando preferivamo un gioco ad un altro e c’era qualcosa che ci riusciva bene in un fluire di gesti spontanei. Era il nostro talento.
Poi siamo entrati a pieno titolo nel sistema, ci hanno insegnato cosa è bene e cosa è male, e poco importa se eravamo portati per la matematica e non per le lingue; noi dovevamo riuscire in tutto. Abbiamo così coltivato una cultura omogenea e la scelta del lavoro o dello studio è stata spesso presa sulla base di quanto altri avevano già deciso per noi, perché ci eravamo abituati a ubbidire e non ad ascoltare i nostri desideri. È andata così in molti ambiti della vita e quella scelta si è spesso rivelata una gabbia che via via ci ha intrappolati.
È ora di tagliare la catena che ci opprime, focalizzare il nostro sogno e fare il primo passo verso di lui: incontreremo ostacoli, ma se non ne faremo alibi per desistere, sperimenteremo la felicità che si origina quando ascoltiamo il nostro sentire. L’importante, oggi, è percorrere quel primo metro di strada e metterci in movimento perché due sono le vie: stare fermi dove siamo o agire.
Sono stata sull’Etna e, salendo, ero circondata dalla lava rappresa; l’ho calpestata, ne ho respirato la polvere nera, il mio sguardo si è riempito di nero. Era tutto nero ma, all’improvviso, mi sono accorta che sulla lava crescono i fiori. È così, la lava è piena di fiori e ci dice che per scoprirlo, dobbiamo metterci in cammino.
Alcuni giorni fa ho chiamato Dimitra, un’amica greca, per i consueti auguri di compleanno. Nonostante la triste condizione economica e personale che caratterizza da tempo la sua vita, la sua voce era brillante: «Stasera organizzo un party, mi dicono che sono matta: non ho un lavoro, non ho soldi sufficienti per pagare i conti, che voglia dovrei avere di festeggiare? Ma io ho invitato alcuni amici, ognuno porterà qualcosa da bere o da mangiare e ci sarà anche chi suonerà; io metto la casa e la voglia di sorridere e la festa è fatta... La notte di Capodanno ho scritto i miei propositi per il nuovo anno e li ho affidati con fiducia totale alla vita. Sai cosa è successo? Incredibile, in gran parte si sono già realizzati! Avevo anche chiesto un lavoro da 3000 euro al mese cosa che, qui ad Atene, oggi, sembra impossibile, ma da lunedì inizierò un nuovo lavoro e non sarà un ripiego, ma il lavoro dei miei sogni e mi pagheranno 3000 euro al mese! E senti questa: ieri dovevo pagare una bolletta e mi mancava del denaro; è passata a trovarmi un’amica di mia madre -sua madre è morta da anni- abbiamo ricordato mamma con le lacrime agli occhi e, prima di andarsene, mi ha lasciato 100 euro perché mi comprassi un regalo: era proprio l’importo che mi mancava per pagare la bolletta!».
Pensate che Dimitra sia una persona fortunata, una che vive in un altro mondo? No, lei vive in quella Grecia che è più in ginocchio della nostra Italia, ma Dimitra ha il sole dentro ed è quel sole che sta facendo risplendere la sua esistenza. Grazie ad un percorso personale, è riuscita ad affidarsi e la fede non è speranza, ma certezza, la fede aiuta a vivere e non ad autoconsumarsi; se ci fidiamo davvero della vita (dell’universo, dell’energia, di Dio o comunque la vogliamo chiamare), questa risponderà e lo farà con generosità.
Dobbiamo credere nel nostro obiettivo, immaginarlo già realizzato, espandere il nostro sorriso e ringraziare; innescheremo una scintilla che ci porterà a recuperare la nostra essenza, quella che da sempre è e che gli addestramenti ricevuti hanno sepolto.
Un ulteriore passo ci vede coinvolti tutti insieme nel collegare le persone che, come Dimitra, credono nella bellezza della vita a dispetto delle condizioni esterne; creeremo in questo modo un’onda positiva che dilagherà nel mondo.
Per sperimentarlo è sufficiente, ogni giorno, fare qualcosa di amorevole per gli altri; sto parlando di gesti piccolissimi: di un sorriso, di un buongiorno detto a una persona che incontriamo per strada, di un caffè che offriamo al banco allo sconosciuto che ci sta a fianco, all’euro che lasciamo nel carrello della spesa per quella persona che, frugando nelle tasche, non lo trova.
Sto lanciando, con queste parole, un sasso nell’oceano per creare un’onda e, con essa, una nuova informazione; voglio continuare a farlo parlando al mondo di gioia, di amore, di sogni".
[Bianca Brotto, Onedream]


domenica 4 ottobre 2015

"Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate".

[San Francesco d'Assisi, Il Cantico delle Creature]


giovedì 1 ottobre 2015

"Mamma, questa d’ottobre così gaia 
giornata, sembra d’una primavera
ultima. Senti? Rondinelle a schiera
empiono di bisbigli la grondaia.
Senti? tutto è brusio. Biondo nell’aia
il sol, tiepido ancora. Ma l’intera
famiglia è qui d’intorno, e prega e spera
che dalla casa il reo morbo scompaia.
Oggi si spilla il vino e si ripone
il grano turco; a noi il buon Signore
nulla di queste cose diede, mamma.
Pur siamo lieti; poiché il buon Signore
ancor ci appresta molte cose buone,
la tua salute, il tuo sorriso, mamma".

[Giovanni Cena, Pace d'ottobre]